ASSICURAZIONI GENERALI S.P.A. E LICENZIAMENTO DEL DIRIGENTE INTIMATO IN ASSENZA DI GIUSTA CAUSA: LA SOCIETA’ CONDANNATA A RISARCIRE LA DIPENDENTE PER OLTRE 1.000.000,00 DI EURO

Con sentenza del 7.1.2019, n. 8565, il Tribunale di Roma, in accoglimento del ricorso promosso da una dirigente nei confronti di Assicurazioni Generali, ha accertato l’illegittimità del licenziamento intimato nei confronti della lavoratrice in assenza di qualsivoglia giusta causa e ha condannato l’azienda a corrisponderle una somma pari ad € 1.073,577,00, a titolo di risarcimento del danno.

In particolare, il giudice del lavoro, nel disattendere le difese articolate dalle Assicurazioni Generali a sostegno delle molteplici contestazioni disciplinari elevate a carico della dirigente e sfociate nel successivo provvedimento di licenziamento intimatole, ha accertato che non vi fossero “apprezzabili motivi per i quali si debba ritenere che le condotte tenute dalla ricorrente ed oggetto di contestazione disciplinare abbiano turbato il legame di fiducia con parte datoriale”.

Pertanto, il Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità del recesso datoriale e, in applicazione del CCNL dirigenti imprese assicuratrici applicabile al caso di specie, ha condannato Assicurazioni generali al pagamento, in favore della dirigente assistita dallo studio legale Salvagni, di una somma corrispondente all’indennità supplementare ivi prevista e pari a 48 mensilità della retribuzione percepita, per un importo pari ad € 858,861,60 liquidato a titolo di risarcimento del danno subito.

Inoltre, il giudice ha condannato parte datoriale a corrispondere alla lavoratrice finanche l’ulteriore somma di € 214,715,00 a titolo di indennità di mancato preavviso, prevista al citato CCNL in misura pari 12 mensilità della retribuzione corrisposta alla lavoratrice in costanza di rapporto di lavoro.

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TELECOM CONDANNATA A RISARCIRE IL DANNO DA DEQUALIFICAZIONE PER OLTRE 100.000,00 EURO AD UNA LAVORATRICE ADIBITA AL DAC/CDA: LE MANSIONI ASSEGNATE ALLA DIPENDENTE E RELATIVE A TIPIZZAZIONI, NORMALIZZAZIONE POSTA E CONTRATTI, VALIDAZIONE CONTRATTI E CEDOLI

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Il Tribunale di Roma, con sentenza del 20.12.2018, ha accertato l'illegittima dequalificazione professionale di una lavoratrice, assistita dallo Studio Salvagni, inquadrata nel 4° livello, assegnata al DAC/CDA dal 2012 e adibita nel tempo, a mansioni relative alle Tipizzazioni, Normalizzazione Posta e Contratti, Validazione Contratti e Cedolini Qualità.

In particolare, il Giudice ha dichiarato che le suddette mansioni svolte in base a procedure standard che non necessitano di alcuna personale valutazione, sono riferibili al massimo al 2° livello del contratto collettivo applicato da Telecom e che l’illegittimo demansionamento subito è idoneo a determinare un impoverimento del bagaglio professionale della lavoratrice, non solo per la notevole durata della dequalificazione, ma anche per la gravità della stessa.

Il Giudice, pertanto, ha condannato la Telecom al risarcimento del danno professionale subito dalla medesima dal 2012, quantificandolo in oltre 100.000,00 euro.

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TELECOM CONDANNATA A RISARCIRE UNA LAVORATRICE PER DEQUALIFICAZIONE SUBITA PRESSO IL DAC/CDA: LE MANSIONI ASSEGNATE ALLA DIPENDENTE E RELATIVE AD ULL, SUBENTRI, GESTIONE SCARTI ADSL, PRE RETENTION E FATTURE INESITATE SONO DI 3° LIVELLO

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Il Tribunale di Roma, con sentenza del 21.11.2018, ha accertato l'illegittima dequalificazione professionale subita da una una lavoratrice che, assistita dallo Studio Salvagni, era stata assegnata al DAC/CDA e, nel tempo, a mansioni relative alle ULL, Subentri, Gestione Scarti Adsl, Pre Retention e Fatture Inesitate.

In particolare, il Giudice ha dichiarato che le suddette mansioni, standardizzate e svolte tramite procedure predefinite, sono riferibili al massimo al 3° livello del contratto collettivo applicato da Telecom e che l’illegittimo demansionamento subito è idoneo a determinare un impoverimento del bagaglio professionale della lavoratrice tale da impedire lo sviluppo e arricchimento delle conoscenze già acquisite e a causare il depauperamento delle possibilità di arricchimento professionale della lavoratrice.

Il Giudice, pertanto, ha condannato la Telecom ad adibire la lavoratrice alle mansioni di appartenenza, nonché al risarcimento del danno professionale subito dalla medesima durante il periodo ricompreso tra il 2012 e il 2018, liquidandolo sulla base del parametro della retribuzione mensile.

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TELECOM CONDANNATA A RISARCIRE DUE LAVORATRICI PER DEQUALIFICAZIONE SUBITA PRESSO IL DAC/CDA: IL TRIBUNALE DI ROMA ACCERTA CHE LE MANSIONI RELATIVE ALLE ULL E CONDIZIONI AGEVOLATE SONO DI 3° LIVELLO

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Il Tribunale di Roma, con due sentenze del 15.11.2018, ha accertato l'illegittima dequalificazione professionale di due lavoratrici, entrambe assistite dallo Studio Salvagni e assegnate al DAC/CDA.

In particolare, il Giudice ha dichiarato che le mansioni di inserimento dati e semplice controllo a video di documentazione svolte dalle ricorrenti nell’ambito del servizio c.d. ULL e Condizioni Agevolate sono riconducibili, al massimo, al 3° livello del contratto collettivo applicato da Telecom, giacché estremamente standardizzate ed eseguite tramite procedure predefinite.

Tanto premesso, il Giudice ha accertato la grave dequalificazione professionale subita dalle ricorrenti e, pertanto, ha condannato la Telecom ad adibire le lavoratrici alle mansioni di appartenenza, nonché al risarcimento del danno professionale subito dalle medesime per tutto il periodo in cui sono state assegnate al DAC, sulla base del parametro della retribuzione mensile.

Con questa pronuncia il Tribunale di Roma conferma nuovamente la tesi difensiva sostenuta dallo studio legale Salvagni e contribuisce a rendere ancora più concrete le prospettive di vittoria dei numerosi lavoratori che attendono l’esito dei propri ricorsi.

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