PROCTER & GAMBLE ITALIA: LA CORTE DI APPELLO DI ROMA CONFERMA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO CHE AVEVA CONDANNATO LA SOCIETÀ A RIASSUMERE IL DIPENDENTE PER CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE IRREGOLARI.

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Con sentenza del 25.03.2019, la Corte di Appello di Roma, rigettando integralmente l’appello proposto dalla società, ha confermato quanto statuito dal giudice di primo grado in merito all’illegittimità dei numerosi contratti di somministrazione intercorsi tra le parti, alla costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e alla condanna del datore di lavoro al pagamento dell’indennità ex art. 32 L. 183/2010.

In particolare, la Corte ha ritenuto che non poteva ritenersi raggiunta la prova, di cui era onerato il datore di lavoro, dell’effettiva sussistenza delle ragioni giustificative e del nesso causale tra le ragioni indicate nei suddetti contratti e l’assunzione del lavoratore, anche in ragione della mancata coincidenza temporale tra le esigenze dichiarate in giudizio e le assunzioni del lavoratore.

Tale pronuncia, si pone in continuità rispetto al cospicuo contenzioso seguito dallo Studio Legale Salvagni e che, ad oggi, ha visto la vittoria nelle le cause dallo stesso patrocinate dal primo grado sino al giudizio innanzi alla Corte di Cassazione.

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COLGATE PALMOLIVE ITALIA S.r.l CONDANNATA A RIASSUMERE IL DIPENDENTE PER CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE IRREGOLARE E CONDANNATA A RISARCIRE IL LAVORATORE PER OLTRE 130.000,00 €.

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Con sentenza del 5 luglio 2018, n. 708, il Tribunale di Latina, sezione Lavoro, in accoglimento del ricorso promosso da un lavoratore nei confronti Colgate Palmolive Italia S.r.l., ha dichiarato l’illegittimità del contratto di somministrazione intercorrente tra le parti, riconoscendo la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e condannando altresì l’azienda convenuta al pagamento di tutte le retribuzione maturate nelle more del giudizio, a far data, rispettivamente, da gennaio 2011, per una somma complessiva di oltre 130.000,00 €.

In particolare, il giudice del lavoro ha rilevato l’assoluta genericità della clausola contenuta nel contratto di somministrazione e, in quanto tale, inidonea a specificare le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che, ai sensi dell’art. 20, D.Lgs. n. 276/2003, devono necessariamente sussistere al fine di legittimare la scelta dell’imprenditore di avvalersi di prestazioni svolte da lavoratori somministrati a tempo determinato. ...

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IL TRIBUNALE DI LATINA CONDANNA EUROSPIN LAZIO S.P.A. A RIAMMETTERE IN SERVIZIO LA DIPENDENTE ASSUNTA CON CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE IRREGOLARE E A RISARCIRLA PER OLTRE 130.000,00 €

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Il Tribunale di Latina, sez. Lav., con sentenza del 14 giugno 2018, n. 608, ha accolto il ricorso promosso da una lavoratrice nei confronti di Eurospin Lazio S.p.a. e, nel dichiarare l’illegittimità del contratto di somministrazione intercorrente tra le parti, ha riconosciuto la natura subordinata del relativo rapporto di lavoro; pertanto, ha condannato il datore di lavoro al pagamento di tutte le retribuzione maturate da novembre 2011, per un importo complessivo di oltre 130.000,00 €. ...

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ACCERTAMENTO DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO IRREGOLARE E CONSEGUENTE TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO: IL TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA EUROSANITÀ S.p.A.

Causa patrocinata dallo Studio Legale Salvagni

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 9783 del 29.11.2017, ha condannato la società per azioni Eurosanità alla riammissione in servizio di una lavoratrice per la quale è stata accertata l’irregolarità di una serie di contratti di somministrazione.

Le ragioni poste alla base della pronuncia del Giudice attengono a due diversi profili di illegittimità.

Il primo risiede nel mancato assolvimento dell’onere della prova (che si ricorda essere totalmente a carico del datore di lavoro) relativamente alla produzione del documento di valutazione dei rischi. Infatti, la convenuta si è limitata a produrre in giudizio solo i modelli informativi sui rischi che vengono allegati ai singoli contratti di somministrazione, ossia quelli sottoscritti dal lavoratore direttamente con l’Agenzia del lavoro; tali moduli prestampati, non corrispondendo al documento di valutazione dei rischi non possono integrare la condizione di liceità richiesta dall’art. 20, comma 5, del D. Lgs. 276/2003. ...

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